Italia capofila in Europa per garantire più Sprint alla terza età

Parte dall'Italia “Sprint-t”, il progetto europeo che ha l'obiettivo di contrastare con una efficace azione di prevenzione la fragilità fisica e l’indebolimento muscolare che insorgono con l'avanzare dell'età. Lo studio clinico, primo al mondo per dimensioni, coinvolgerà più di 1500 anziani e 80 ricercatori di 11 Paesi europei, guidati dall’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico “Gemelli” di Roma, capofila del progetto.

«Le persone fragili sono quelle che rischiano di perdere autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane. Perdono forza e massa muscolare, diventano meno autonome nel mangiare e nel vestirsi da sole, nel fare la spesa, nel lavarsi - spiega Fabrizia Lattanzio, direttore scientifico del'Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani di Ancona. - Negli Stati Uniti è stato fatto uno studio simile. I risultati hanno mostrato che un’attività fisica regolare può allentare la fragilità». Per la dott.ssa Lattanzio il progetto “Sprint-t”, che sarà realizzato con la collaborazione dei principali centri di ricerca geriatrica d’Europa, è una vera svolta, perché ha l'ambizione di cambiare lo stile di vita di chi si avvia verso la terza età, rendendolo più sano e attivo.

I soggetti i che parteciperanno alla sperimentazione si alleneranno due volte a settimana per due anni con il monitoraggio continuo di trainer esperti, per arrivare al confronto finale dei risultati ottenuti in tutti i paesi partecipanti.

Sprint-t per cambiare lo stile di vita degli anziani
Sprint-t per cambiare lo stile di vita degli anziani

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